Abitare la costa
Consigli- promuovere la trasformazione delle marine in quartieri urbani ecosostenibili vissuti tutto l’anno da vecchi e nuovi abitanti
- riconversione ecologica dei lidi e realizzazione di attrezzature per la balneazione ad impatto zero
- riqualificazione degli spazi pubblici e l’adeguamento dei servizi essenziali che consentano una buona qualità della vita lungo tutto l’arco dell’anno
- trasformazione del modello turistico attuale promuovendo l’integrazione delle differenti componenti del paesaggio agricolo costiero
- ripopolare la campagna, riutilizzando il patrimonio rurale dismesso o sottoutilizzato
- promuovere attività economiche che usino in maniera ecocompatibile le risorse naturali del territorio (ittiocoltura, pesca sportiva, attività di nautica e sport acquatici)
- istituire a Frigole un Ecomuseo delle Bonifiche così come previsto dalla L.R. n. 15/2011 per raccontare agli abitanti e ai turisti la storia delle prime aree del litorale, inizialmente disabitate, perché paludose e insalubri. Il luogo ospita resti di vecchie idrovore, attrezzi agricoli e meccanici. L’ecomuseo si baserà su documenti storici, fotografie, pannelli illustrativi e garantirà la promozione di una coscienza del luogo, per la valorizzazione del paesaggio. Servirà anche a rafforzare il senso di appartenenza ad un’identità locale.
- recupero del patrimonio edilizio esistente, in particolare a Frigole, e insieme forme di abitare sostenibile, orientate a costruire anche nuovi presidi residenziali e servizi che assicurino la permanenza degli abitanti residenti, evitando così di espellere dal territorio le nuove generazioni. I nuovi presidi, svincolati da limiti volumetrici, dovranno invece garantire l’inserimento paesaggistico, la qualità architettonica, funzioni e prestazioni plurali, orientate alla produzione agricola, all’accoglienza turistica minuta e diffusa, alla commercializzazione e al consumo dei prodotti agricoli, agroalimentari e artigianali tipici.
- Rilanciare la vocazione agricola del territorio di Frigole ammodernandola, in quanto retroterra culturale di una vasta area del territorio leccese. Essa rappresenta attrattiva e fondamentale supporto ad una fruizione turistica, sia dei leccesi che dei turisti provenienti da altre regioni, non limitata al breve periodo di luglio-agosto, ma fondata su storie, tradizioni e peculiarità dei luoghi delle bonifiche.
- integrare “la campagna abitata” con il “parco delle marine” immaginando forme d’uso dello spazio territoriale in grado di promuovere una rinnovata produzione agricola e, insieme, un grande progetto di restauro del paesaggio rurale e costiero. Ciò con la creazione di un “PARCO AGRI-MARINO” oppure di “PARCO AGRICOLO COSTIERO”
- recupero e riutilizzazione dell’idrovora collocata sulla costa sud di San Cataldo, non più utilizzata per la sua funzione originaria, al fine di restituirla ad un uso pubblico con destinazioni socio-culturali.
- Individuazione di un regolamento finalizzato a promuovere la trasformazione ecologica dell’edificato attraverso l’impiego di energie rinnovabili, la bioedilizia, l’uso di materiali costruttivi ecocompatibili, la deimpermeabilizzazione di parte degli spazi aperti, l’adozione di sistemi per la raccolta delle acque piovane, la costruzione di una rete idrica fognaria duale per poter riusare l’acqua del depuratore anche nelle abitazioni, nei giardini domestici e negli spazi verdi pubblici, un ciclo virtuoso dei rifiuti. Per accogliere i nuovi abitanti bisogna anche puntare sulla riqualificazione degli spazi pubblici e l’adeguamento dei servizi che consentono la qualità della vita lungo tutto l’arco dell’anno.
- per i borghi di Frigole, Borgo Piave e Montegrappa prevedere progetti di recupero del patrimonio edilizio esistente e insieme forme di abitare sostenibile, orientate a costruire anche nuovi presidi residenziali e servizi che assicurino la permanenza degli abitanti residenti, evitando così di espellere dal territorio le nuove generazioni. I nuovi presidi dovranno invece garantire l’inserimento paesaggistico, la qualità architettonica, funzioni e prestazioni plurali, orientate alla produzione agricola, all’accoglienza turistica minuta e diffusa, alla commercializzazione e al consumo dei prodotti agricoli, agroalimentari e artigianali tipici. La rivitalizzazione e l’ampliamento dei borghi non può prescindere dalla localizzazione di servizi essenziali per la popolazione (ufficio postale, servizio bancomat, trasporti da e per la città efficienti, spazi per attività motorie e ricreative). Come pure appare necessario abbellire i borghi con un arredo urbano che valorizzi e rivitalizzi ove possibile il patrimonio storico esistente (gli antichi forni comunitari, gli edifici scolastici, l’antica masseria Frigole, ecc).
- riqualificazione degli spazi pubblici e l’adeguamento dei servizi che consentono la qualità della vita lungo tutto l’arco dell’anno
- evitare ulteriore consumo di suolo limitando le nuove costruzioni
- ripopolare la campagna riutilizzando il patrimonio rurale dismesso o sottoutilizzato
- Educare le persone al rispetto degli spazi comuni
- Creare Ludoteche didattiche a cielo aperto e Laboratori (creativi, di lettura e di scrittura). Realizzare giochi e arredi urbani a misura di bambino con l’utilizzo di materiale di recupero.
- realizzazione di servizi igienici, aree da destinare a fasciatoi pubblici per le famiglie con neonati e in generale di servizi per agevolare la permanenza dei turisti.
- organizzazione di laboratori teatrali, letture pubbliche, momenti di aggregazione.
- Tutelare il benessere degli animali randagi che vivono liberi nelle marine. Per loro attivare servizi di censimento e cura.
- Pulizia e sicurezza
Associazione Laboratorio Urbano Aperto (LUA)